"[...]Gli esseri umani sono enti archetipi radicati nella Natura.
Qualsiasi cosa che la specie umana intraprenda necessariamente segue una struttura evolutiva archetipa che impedisce di allonatanarsi volontariamente dal proprio stato mitico e magico. Per questa ragione, tra le miriadi di bisogni che guidano l'umanità ad agire e spingersi avanti, vi è necessariamente una qualche religiosità che porta immancabilmente a formulare un concetto di Dio. Il fatto che ai nostri giorni dio sia stato rimpiazzato, agli occhi di molti, da idee di successo, dalla sete di potere o dal desiderio di acquitare una macchina nuova all'anno, non significa che il bisogno fondamentale dell'uomo sia differente. Nel corso della vita, gli uomini ricercano vari modi per riempire gli spazi vuoti che si aprono a partire dal desiderio del divino. Per tutta la vita gli individui sono alla ricerca di surrogati per soddisfare una bramosia che non saprebbero spiegare. Se vengono meno le motivazioni fondamentali della vita - giovinezza, potere, sesso, lavoro, soldi, status, figli, ecc - inevitabilmente collassano in una direzione o nell'altra. Alcuni addirittura possono morire, quando le attività fondamentali della vita vengono loro a mancare. Non gli è rimasto nulla da fare, dal loro punto di vista.
Da una parte è importante riconoscere che gli esseri umani di essere enti di natura, parte del tutto, parte della Natura. Individualmente si può esssere o non essere consapevoli che nulla è estraneo alla Natura, ma nello stesso tempo, di fatto, tale consapevolezza è irrilevante, poichè l'appartenenza alla Natura è inesorabilmente radicale. E sebbene si possano avere differenti e variabili livelli di consapevolezza di questo, sebbene la vita delle città porti a perdere coscienza di sé, eppure anche la costruzione di qualsiasi città è determinata da qualcosa al di là del mondo. Ma abitando nelle città dimentichiamo che tutto ciò che accade è deciso e guidato dalla Natura.
Meraviglie tecnologiche e ignoranza cosmologica.
Una cosa deve essere ben chiara: gli esseri umani sono immersi nel Cosmo. Dipendono dal Cosmo e non possono separare sé stessi da esso. Per esempio il nostro sole è una piccola stella. Mentre la terra gira - come gli altri pianeti - verso destra, il sistema solare nel suo insieme gira verso sinistra, verso Ercole e Vega, che girano con movimento discendente. Talvolta crediamo che gli esseri umani siano al di sopra di questa infinitudine. Ma è assurdo pensare in questo modo. Ogni livello del sistema obbedisce a rigorose leggi gravitazionali che non possono essere modificate volontariamente. Le persone semplicemente non possono evitare di interagire in accordo con queste leggi.
Oggi la tecnologia sta alterando le condizioni vitali umane in maniera profonda. Allo stesso tempo, gli stimoli e le richieste ambientali sono cresciute con un ritmo di accelerazione senza precedenti; non c'è dubbio che la psiche umana, in particolare i sensi, la percezione, l'immaginazione e la volontà sono state bersagliate da numerose pressioni provenienti da un ambiente così trasformato e dal bisogno di fornire risposte a queste pressioni. Sfortunatamente, la tecnologia ha un prezzo: diviene ogni giorno più immediata, caotica e disturbante. Non vi sono filtri per bloccare le tecnologie potenzialmente dannose, che vengono lanciate da chi desidera guadagnare il massimo dalle proprie implementazioni.
Exotic Indian Art - Arte, Artigianato, Sculture, Oggettistica, Tessuti, Abiti e Accessori dall'IndiaApprendimento superficiale contro Conoscenza diretta
Il potere dell'immagine nel mondo contemporaneo proviene dalla sua immediatezza. 'L'immediatezza delle immagini nel rappresentare il mondo e gli esseri è quanto produce uno shock sulll'affettività e la sensibilità del consumatore di immagini. Le immagini ci offrono concrete informazioni di vita quotidiana in molteplici forme. Alla presenza delle immagini, i mecanismi della percezione, dell'intuizione e dell'affettività si mettono in moto prima che i meccanismi di controllo personali possano scegliere intenzionalmente di ricevere un messaggio. Le immagni finiscono per soverchiare la persona attraverso il suo subconscio. Guidati sempre e ovunque dall'immediatezza delle immagini e dei suoni, gli esseri umani sono diventati consumatori soddisfatti del potere delle immagini.' (Gutiérrez, F. 1882.) Uno dei più influenti contributi di Marshall McLuhan alla teoria della conoscenza è la visione globale del mondo propria delle società tribali. La loro integrazione con l'ambiente circostante è assoluta. Non possiedono estensori di velocità, o prolungamenti sensori, il che ci porta a sospettare qualcosa di molto importante: che le popolazioni che hanno sviluppato l'estensione [tecnologica] della velocità dei sensi, si sono trovate separate dal Cosmo. Dall'altra parte, malgrado i molti ostacoli che devono affrontare, le comunità indigene e tribali di tutto il mondo sono sopravvisuute grazie alla dilettica delle ierofanie, alla propensione a ripetere infinitamente una serie di archetipi al fine di adottare la stessa paradossale sacralità della realtà. ' Tutto è racchiuso nella più elementare ierofania: la manifestazione di una roccia sacra, o di un albero, non èmeno misteriosa o meno elevata della manifestazione di un *dio*. Il processo della realtà sacrificale è lo stesso: l'unica differenza è nella forma che questo processo prende nella coscienza della persona'. (Elíade, M.)
La cultura occidentale non riesce a comprendere questi popoli. Vi sono molte tradizioni culturali e molti orizzonti, che suggeriscono differenti percorsi per comunicare con Dio e con l'ambinete naturale. La connesione che accomuna tutti [i popoli indigeni] è il rispetto per la Terra.
Deve sembrare pazzesco alle genti indigene delle Americhe professare devozione per un Cristo che nessuno ha incontrato e il cui insegnamento continua ad essere trasmesso da gente che non l'ha conosciuto. Ma nonostante il sincretismo religioso, molte di queste persone conoscono e sperimentano direttamente il divino. Parlano con il fuoco, con l'aria, con la terra; con gli animali, le piante, le montagne, i fiumi, i laghi, ecc. Noi, dal nostro limitato punto di vista, tendiamo a classificare questo tipo di esperienze come esempi di animismo, che non definisce una gerarchia adatta a distinguere tra le sostanze che costituiscono o creano il mondo. Per queste persone, il ritorno alle funzioni naturali è il ritorno a Dio; la sola cosa che possono considerare come motivazione esistenziale è assumersi il mandato di interpretare i fenomeni circostanti. Questa interpretazione diventa un esercizio giorno-per-giorno di collegamento, intersezione e combinazione con l'ambiente che finisce per integrare ogni azione e relazione in un modello ricco di congruenza e di senso. 'Quello che vediamo come povertà concettuale delle culture primitive non implica l'incapacità di formulare teorie, piuttosto invece uno stile di pensiero che è completamente diverso dallo stile moderno basato sul modello ellenistico di speculazione. Possimo identificare, perfino tra i gruppi etnologicamente meno evoluti, un insieme di verità integrate in un sistema teorico coerente. Queste verità non costituiscono una Weltanschauung, piuttosto una ontologia pragmatica (che potremmo definire una soteriologia), nel senso che queste 'verità' cercano di preservare il gruppo promovendone l'integrazione nella realtà.' (Elíade, M.)
E' necessario sottolineare che la persona umana è un essere che deve sviluppare sé stesso interagendo costantemente con la Natura. Non vi è un Maestro. Al livello in cui le percezioni sensorie corrispondono ad un ordine differente, i soli individui capaci di esperire la Natura sono quelli che sono immersi nella sua frequenza di risonanza. Nelle comunità mesoamericane, per esempio, molte delle tradizioni orali più antiche, riti e cerimonie vertono all'espressione della reverenza nei confronti di quella persona che può ri-stabilire e assicurare l'equilibrio dell'Ordine: l'antico Dio del Fuoco. Le attività umane, l'ordine e i ruoli sociali, invece possiedono una gerarchia. Gli Shamani, per esempio, non ereditano la loro posizione, né si rivelano spontaneamente. Il riconoscimento della comunità proviene dal dimostrare specifiche qualità sviluppate dalla persona per raggiungere piena interazione e comunicazione con la Natura. Solo una persona che sia capace di parlare con il fuoco e con gli altri elementi della Natura, può esercitare il potere shamanico.
Tra altre culture aborigene del mondo, gli dei, i ruoli e i linguaggi possono variare secondo differenti ierofanie e modelli di percezione, che di conseguenza danno origine a diverse cosmologie. Comunque, l'articolazione della religiosità a partire dalla Terra e dai suoi elementi, dalle sue leggi e i modi di interazione con queste leggi appaiono comuni. Non vi si trovano deviazioni o contraddizioni al livello dell'esperienza reale.
Questa abilità a cominicare con la Natura da parte delle comunità indigene, ci ricorda un linguaggio e un sapere che abbiamo perduto nel corso degli anni. Molti di questi popoli sanno che apprendere i modelli di espressione 'civilizzati', significa trovarsi senza alternative praticabili per il futuro. Questo lo conferma: questa gente sa che noi stiamo andando verso il suicidio. Guardano le nostre disconnessioni artificiali e la decadenza morale della nostra società e vi vedono auto-inganno e follia.
Alternative.
Sebbene esistano molti modelli di percezione, in occidente abbiamo eletto un solo modello, fatto che spiega perchè l'intepretazione e il significato dei fenomeni siano così poveri. Meriterebbe una riflessione la possibilità di tentare una profonda revisione di questo modello, dato che i suoi fondamenti sono stati minati dalla teoria del caos e dalle nuove scoperte matematiche sui frattali: 'stiamo cominciando a comprendere che il caos e l'impredicabilità sono più profondamente radicati nella natura di quanto ci potevamo immaginare... Gran parte del mondo naturale non corrisponde a equazioni lineari. Forme non lineari e frattali dominano piuttosto che costituire un'eccezione.' (Oliver, D.)
La peculiare situazione dei nostri giorni sta nel fatto che le più potenti e raffinate tecnologie coincidono con una riappropriazione di forze elementari e intuitive, che la civilizzazione ha cercato di sopprimere o di nascondere per millenni. E' come se gli esseri umani, approcciandosi al punto più elevato del proprio potere, fossero costretti a riconciliare sé stessi con la loro natura più profonda e riscoprire l'unità originaria dell'intelligenza e dell'istinto. A questo riguardo sarebbe saggio guardare con maggiore attenzione al determinismo trascendentale o altre alternative, che possono rivelarsi le più appropriate per affrontare l'accelerazione di cambiamenti del sistema tecnologico nel mondo contemporaneo. Ci domandiamo se sia la Natura stessa ad aumentare l'accelerazione del ritmo. E se fosse, quale sarebbe l'impatto su un essere completamente messo all'angolo, senza possibilità di scelta sul da farsi? Non dovremmo cercare vie d'uscita, a parte questa, al fine di evitare la peggiore delle ipotesi?
Mircea Eliade affermava, 40 anni fa: ' I diversi tipi di civiltà sono organicamente collegati a certe forme religiose, ma in un certo senso tutta la storia è una caduta dalla sfera del sacro: una limitazione e una diminuzione. Il sacro continua a farsi sentire, e in ogni nuova manifestazione riassume la sua iniziale tendenza a rivelarsi totalmente e pienamente. E' come dire che per una coscienza religiosa in crisi è sempre possibile una svolta, che permetterà di raggiungere posizioni coscienziali altrimenti inaccessibili.'
Cosa è accaduto ai sensi umani come conseguenza delle tecnologie attuali? E' facile osservare che sono stati abituati a percepire oggetti a una velocità elevata, ma non abbastanza elevata da consentire il passaggio ad una differente dimensione percettiva. Quando anche abbiamo acquisito controllo su un processo interattivo, non siamo comunque in grado di predire i suoi effetti in uno specifico luogo e tempo.
Vi è speranza, tuttavia, nelle parole scritte da Nicolis e Prigogine: 'Molti scienziati sono arrivati a comprendere, come noi, che molti processi fondamentali della natura sono irreversibili e stocastici; che le leggi deterministiche e reversibili che descrivono le interazioni elementari non possono rappresentare tutto. Questo comporta una nuova visione dei fatti, non più passiva, come era quella descritta nella prospettiva meccanica, ma associata all'attività spontanea. Questo combiamento è talmente profonda da poter parlare di un vero dialogo dell'uomo con la natura'.
Siamo dunque nel mezzo di una transizione? Dovremmo parlare di una trasformazione talmente profonda e accelerata che i sensi sono forzarti a ritirarsi sulla spinta degli stimoli tecnologici, come nel caso del computer, davanti al quale, oggi, siamo costretti a sostare e investire tempo per imparare ad usarlo con maggiore efficacia? Seguendo questa linea di pensiero, dobbiamo quindi interpretare che gli esseri umani - immersi in questo rapido cambiamento - dovrebbero mettere a tacere una parte della coscienza al fine di avere la possibilità di respirare e fronteggiare la sempre crescente velocità imposta dalla vita di ogni giorno."
di Humberto Ortega Villasenor University of Guadalajara e Genaro Quinones Trujillo
Dall'articolo apparso su: Essays in Philosophy A Biannual Journal Vol. 6, No. 1, January 2005 http://sorrel.humboldt.edu/~essays/
|
Libri per approfondire: Storia della filosofia indiana Tucci Giuseppe, Laterza Dei, demoni e oracoli. La leggendaria spedizione in Tibet del 1933 Tucci Giuseppe, Neri Pozza Italia e Oriente Tucci Giuseppe, ISIAO Il paese delle donne dai molti mariti Tucci Giuseppe, Neri Pozza Teoria e pratica nel Mandala Tucci Giuseppe, Astrolabio Ubaldini Kailash, la montagna degli dei. Pellegrinaggio in Tibet sulle orme di Giuseppe Tucci Cimino Rosa M., De Luca Editori d'Arte Pellegrino in Asia. Opere scelte Maraini Fosco, Mondadori Tibet. Templi scomparsi fotografati da Fosco Maraini Lo Bue Erberto, Ananke |  Gandhi Balducci Ernesto, Giunti Editore - Gandhi Wilkinson Philip, IdeeAli In cammino verso Dio Gandhi Mohandas K., Mondadori Teoria e pratica della non-violenza Gandhi Mohandas K., Einaudi Il libro della saggezza Gandhi Mohandas K., Newton & Compton La mia vita per la libertà. L'autobiografia del profeta della non-violenza Gandhi Mohandas K., Newton & Compton L'India al tempo di Gandhi. Walter Bosshard Fotografie. Ediz. italiana e inglese Giunti Editore Parole della madre Anandamay Ma, Astrolabio Ubaldini
|
"Appunti per un film sull'India" di Pier Paolo Pasolini
You must have Flash Player installed in order to see this player.
I video di questa sezione sono tratti da YouTube [ vedi canale]
|