Advaita Vedanta e Cristianesimo. L’esperienza di Bede Griffiths. (parte I)

L’intuizione giovanile.
Le prime intuizioni di Griffiths sull’Advaita si possono rintracciare nei suoi scritti giovanili e nelle sue prime esperienze di contatto con la natura, in forma potenziale. Si tratta ovviamente di un livello ancora ingenuo, specialmente in relazione alla natura, come ne troviamo tra i poeti e i filosofi del romanticismo. Ma lo possiamo ricondurre all’intuizione dell’unione epistemologica tra conoscitore e conosciuto.
Infatti un aspetto fondamentale dell’esperienza Advaita è esperito a livello del profondo. In termini ermeneutica, si sperimenta un’unione in ogni conoscenza veramente significativa; un nesso tra il conoscitore e la cosa conosciuta. Tra conoscitore e conosciuto c’è una sorta di unione o “connaturalità” che il conoscitore sperimenta con il conosciuto mediante la conoscenza. A livello spirituale c’è una relazione fondamentale tra l’esperienza e la cosa esperita, sia nell’esperienza della trascendenza di sé mediante la conoscenza unitiva, che nella resa d’amore. Perciò ad un livello profondo, non ci può essere vera conoscenza senza una sorta di intimo amore, né un genuino amore senza almeno qualche conoscenza. In questo senso non c’è dualità tra l’atto di conoscere e l’atto di amare e che abbiamo una continua relazione tra conoscitore e conosciuto, come tra amante e amato. Questa intuizione dell’advaita in ogni relazione ha accompagnato Griffiths per tutta la vita.

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Ancrene Wisse: una regola medievale per donne eremite.
L'Ancrene Wisse (o Ancrene Riwle) è una regola inglese per donne eremite, composta nel tredicesimo secolo da un canonico Agostiniano per tre consorelle anacorete. In termini di istruzione e di didattica, l'autore dell'Ancrene Wisse raccoglie le istanze che influenzarono la regola di Aelred of Rievaulx un secolo prima: fonti bibliche (specialmente i Salmi e il Nuovo Testamento), Agostino, Gerolamo, Gregorio, Anselmo, Bernardo e la regola di S.Benedetto.
La similitudine di struttura e di contenuti dell'Ancrene Wisse con il lavoro di Aelred, suggerisce che quest'ultimo sia stato preso formalmente come modello. Allo stesso tempo, però, Ancrene Wisse sviluppa un complesso metodo di classificazione che riflette la sopravvenuta diffusione dello scolasticismo. Attualmente, il testo dell'Ancrene è considerato dagli studiosi una preziosa fonte di analisi e di critica. Il nostro interesse invece, oltre la descrizione, è la psicologia delle anacorete, come viene rivelata attraverso l'Ancrene Wisse.
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Thomas Merton: Appunti per una Filosofia della Solitudine


"Sto evitando deliberatamente tutto quello che può contribuire all'immagine artefatta del monaco in saio, che abita in un chiostro medievale. In questa direzione non intendo, ovviamente, disprezzare e rifiutare l'istituzione monastica, ma mettere da parte tutti i fattori contingenti ed esteriori, così che non interferiscano con la mia visione di ciò che mi sembra più profondo ed essenziale." Merton dice di pensare al solitario laico del genere di "Thoreau o Emily Dickinson."

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Advaita Vedanta e Cristianesimo. L’esperienza di Bede Griffiths. (parte II)

Logos e Amore come meditazione dell’Advaita.
Griffiths vede i simboli religiosi come strumenti con cui si esprime il mistero del divino. Il supremo esempio di questo è il Logos, la Parola, che serve come oggetto di auto-conoscenza e di amore, mediato dallo Spirito. Il Logos unifica la vasta diversità del mondo creato. Seguendo due analogie usate da Griffiths, il Logos può essere visualizzato come: 1. l’idea o l’archetipo che contiene tutte le altre idee/archetipi, come creazione posta nella mente di Dio, oppure come 2. la Persona (Purusottama, Persona Suprema) cui tutte le persone appartengono e in cui realizzano la propria autentica natura. Il Logos è il simbolo supremo ed eterno del Divino e il luogo ultimo di ogni altro simbolo terreno. I simboli religiosi nella nostra vita quotidiana hanno la funzione inversa di partecipare e di indicare oltre se stessi, al Logos.
Fedele al suo retaggio cristiano, Bede Griffiths esperisce e conosce il Divino primariamente come Amore. L’amore è per lui il mistero che il simbolo vivente e storico del Logos (Gesù Cristo) rende presente in forma concreta e che continua ad essere presente oggi nel particolare segno della comunità cristiana. Tra i vari simboli della Chiesa, quelli della creazione, incarnazione e Trinità sono specialmente importanti per definire il divino mistero dell’amore.

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Le Madri del Deserto: una ricerca sulla tradizione eremitica femminile nell'Europa occidentale.
"Tutti gli studi sulla tradizione eremitica medievale nell'Europa occidentale, virtualmente riportano solo dei sommari riferimenti al grande numero di donne recluse. Per esempio, Vandenbrouck annota che nel 1320, soltanto a Roma, vi fossero 260 recluse, mentre Sainsaulieu riporta di avere trovato 455 reclusi in Francia, di entrambi i sessi, prima del decimo secolo e 3000 nei secoli sucessivi. Ancora più sorprendente è l'informazione che ci dà Fr. Delehaye, appena nel 1908, su un monastero siriaco che nel nono secolo ospitava circa un centinaio di donne che vivevano come stilite.
Uno studio della tradizione dell'anacoresi femminile è perciò uno progetto di immense proporzioni, cui questo articolo non può essere più che una superficiale introduzione generale. L'importanza dell'argomento, comunque, non può essere negata. Oltre a vivere esitenze solitarie di preghiera e di contemplazione, queste donne esercitarono una profonda influenza sulla società, sia a livello politico che spirituale.
Se Paolo, Antonio e i loro imitatori egiziani vengono chiamati padri, perchè non applicare l'equivalente femminile, madri, a Sara, Syncletica e le loro consorelle? Troviamo che come Antonio era chiamato abba [padre], così Sara era chiamata amma [madre]; Sara, insieme a Syncletica, è una delle poche donne le cui parole sono incluse nei 'Detti dei Padri'.
Sara e Syncletica sono anche considerate le precorritrici della vita solitaria nell' 'Ancrene Riwle', una regola inglese per donne eremite scritta nel dodicesimo o nel tredicesimo secolo.
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Il Silenzio. Il luogo privilegiato in cui il Dio "nascosto" parla al cuore dell'uomo "nascosto".
    La parola veramente comunicativa fiorisce ai confini dell'homo abscunditus e ne rivela le potenzialità sospese sul filo tra il possibile e l'impossibile. Solo così ci è dato immaginare la dimensione inedita che ferve nell'uomo in attesa di trovare luogo.
    Balducci Ernesto
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Libri per approfondire:

 

Bede Griffiths:

Fiume di compassione. Un commento cristiano alla «Bhagavad Gita» Griffiths Bede, Appunti di Viaggio

Una nuova visione della realtà. Scienza occidentale, misticismo orientale e fede cristiana Griffiths Bede, Appunti di Viaggio

Il Cristo universale  Griffiths Bede, Queriniana

Thomas Merton:

La montagna dalle sette balze Merton Thomas, Garzanti

La contemplazione cristiana  Merton Thomas, Qiqajon

Pensieri nella solitudine  Merton Thomas, Garzanti

Raimon Panikkar:

L'esperienza della vita. La mistica  Panikkar Raimon, Jaca Book  

La nuova innocenza. Innocenza cosciente  Panikkar Raimon, Servitium

 

 

Elemire Zolla:

Conoscenza religiosa (scritti 1969-1983) Zolla Elémire, Storia e Letteratura  

Archetipi Zolla Elémire, Marsilio

Lo stupore infantile Zolla Elémire, Adelphi

 

Mistici:

La via di un pellegrino. Racconti sinceri di un pellegrino al suo padre spirituale  Anonimo russo, Adelphi 

Sentinelle dei deserti. Uomini e donne eremiti nei primi secoli del cristianesimo  Martini Luca, Il Leone Verde

L'incendio d'amore  Rolle Richard, Il Leone Verde