T.S. Eliot e la Tradizione Indiana
"La loro sottigliezza (dei filosofi Indiani) fa sembrare la maggior parte dei filosofi Europei degli scolaretti" (T.S. Eliot, After Strange Gods). Che Thomas Sterns Eliot sia stato il dittatore letterario del XX secolo è ormai noto. I discepoli e gli studenti di Eliot ne hanno ammirato la straordinaria ampiezza e diversità di conoscenze, orientate a una profonda saggezza.
Questo libro, originariamente pubblicato nel 1987 dalla Cambridge University Press e ora ristampato presso la Samvad India Foundation con l'aggiunta del capitolo "Drama and Dispassion", esplora nel dettaglio le letture e la preparazione in discipline filosofiche orientali, nella formazione del più grande poeta della nostra era.

Ad Harvard Eliot frequantò quattro corsi di Sanscrito e Pali e un corso avanzato di “Sanscrito filosofico”. I suoi mentori, Irving Babbitt e George Santayana, introdussero il giovane aspirante Eliot ai problemi interpretativi del pensiero Hindu e Buddhista, aprendo la sua mente vivace e istruendola alle basi della filosofia Indiana.
L’autore afferma che la conoscenza della filosofia Indiana maturata da Eliot fosse piuttosto estesa e approfondita – non un viaggio sporadico nel fascino dell’oriente, come alcuni vogliono credere – e dedica perciò l’intero libro a un’analisi dettagliata delle tradizioni Indiane che affinarono il credo del poeta, nutrirono la sua creatività e informarono la sua pratica poetica.
Un buon esempio può essere l’assorbimento della tradizione dei Mantra tratti dai Veda e dalla Upanisad, che lo supportò nello sviluppo di ciò che chiamava ‘l’immaginazione auditiva (the auditory imagination), fondamento del costruire attraverso il ritmo un effetto incantatorio che penetri ‘oltre il livello del pensiero e del sentire cosciente, invigorendo ogni parola’ (far below the conscious levels of though and feeling, invigorating every word). Immaginario e dialettica provengono chiaramente dai testi Indiani che affascinarono la sua visione e il suo credo.
Le implicazioni morali della dottrina del Karma sono potentemente evocate in ‘Murder in the Cathedral’. Il concetto di giusta azione che non mira ai frutti dell’agire è interamente ripreso dalla Bhagavad Gita.

Echi della Gita

In ‘The Dry Salvages’ vi sono espliciti rimandi alla Gita. Nell’articolo ‘Tradition and Individual Talent’ è inconfondibile l’influenza dello Yoga Sutra di Patanjali, ‘ Più perfetto è l’artista, più saranno completamente separati in lui l’uomo che soffre e la mente che crea ’ (The more perfect the artist, the more completely separate in him will be the man who suffers and the mind which creates) . Idea centrale dello Yoga Sutra è il raggiungimento della concentrazione attraverso la separazione del corpo dalla mente.
‘Di tutti i moderni’ scrive Kearn ‘Eliot è il più sensibile alle influenze, conscie e inconscie. Possedeva un orecchio straordinario, capace di registrare e ricordare per anni certe sfumature di tono e di stile, cui univa la capacità di lettura empatica e critica, l’abilità di rispettare un lavoro nei suoi termini peculiari, piuttosto che assimilarlo entro un progetto: qualcosa che nessun altro poeta del suo tempo seppe fare.

Ritorno alla sapienza

Concluso che il teatro inglese aveva divorziato dai temi religiosi all’inizio degli anni ’30, Eliot, attraverso il suo teatro poetico, volle riunire religione e cultura così come erano state durante l’età Elisabettiana. Il lato oscuro della natura umana e le limitazioni delle azioni umane sono argomento di ricerca del suo lavoro teatrale, cui la metafisica Indiana offre le radici e l’essenza.
La convinzione di Eliot era che la nostra società fosse cresciuta in complessità. Un poeta del nostro tempo, che voglia essere fedele alla sua vocazione, deve essere allusivo e indiretto, ma nondimeno forzare il lettore ad ascoltare il suo messaggio. Perciò rifiutò le riflessioni insulse dei Vittoriani e si rivolse ai testi metafisici del XVII secolo.
La filosofia orientale e la metafisica scortarono Eliot nel profondo di quella conoscenza necessaria al carattere ‘sapienziale’ cui era associata la sua poetica. Innegabilmente, il libro di Kearn è la chiave di lettura per comprendere Eliot e riconoscere quella sapienza- quella che abbiamo perduto con la conoscenza." M.S. Nagarajan


Il libro in oggetto è:
T. S. ELIOT AND INDIC TRADITIONS - A Study in Poetry; Samvad India Foundation, N-16/B, Saket, New Delhi-110017. Rs. 450

L'articolo è tratto da:

http://www.hindu.com/br/2005/01/25/stories/2005012500131700.htm
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