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Discorso di Sua Santità Paramacharya Chandrasekara Saraswati Swami del Kanchi Kamakoti Peetham a Vuyyuru, Andhra Pradesh, il 25 gennaio 1968
La maggioranza degli esseri umani desidera la felicità e ritiene che la felicità si compri col denaro. Per questa ragione lottano duramente per guadagnare soldi. Non c’è vera felicità in questo stile di vita. La vita è invece molto dura a causa degli ostacoli e degli insulti che si incontrano quotidianamente.
Tutte le persone di questo mondo sopravvivono e prosperano grazie alla competenza in una Vidya (conoscenza). Le professioni esercitate per guadagnare denaro sono chiamate arti (kalaas). Quello che facciamo per trovare felicità si chiama Vidya. Otteniamo la felicità se esercitiamo il nostro operato con tutto il nostro impegno e senza aspettarci alcun risultato. Anche le arti (kalaas) diventano Vidya se non ci aspettiamo da esse alcun risultato "ardha kareecha vidya". Lo scopo della Vidya è la felicità (ananda). Scopi ultimi della Vidya sono la pace e l’uguaglianza. Solo così la Vidya diviene immortale (amruta). Tutte le altre opere sono destinate a perire.
Possiamo cantare con talento, scrivere belle poesie, disegnare. Anche dopo il pensionamento alcuni imparano a suonare uno strumento musicale o a leggere gli Shastra (testi sacri). Tutto questo non si fa per il cibo. Si fa per la felicità. Se usiamo la musica, la poesia, la pittura, ecc, qualsiasi arte (kalaas) per guadagnare il cibo finiranno per perire. Non ci possono più dare felicità. Recitare a teatro, al cinema, ecc, sono cose profane che oggi si considerano come arti (kalaas). Non lo sono. Alcune donne hanno perduto il loro equilibrio per il fascino del cinema. Le loro azioni si sono ridotte ai confini dello schermo cinematografico. Non sono state più capaci di agire al di fuori della finzione.
Non possiamo diventare felici grazie a una Vidya che conosciamo solo parzialmente. La felicità si sperimenta solo se impariamo una cosa fino ad esserne completamente soddisfatti e se siamo in grado di insegnarla ad altri. Perciò tutti dovrebbero imparare una Sri Vidya che rechi pace, uguaglianza e felicità, insieme ad altre Vidya utili a guadagnarsi il cibo. Dopo aver appreso una Vidya è necessario trasmetterne la conoscenza ad altri e questi alle generazioni successive.
Noi siamo esseri umani, uomini e donne. “Uomo” significa discendente di Manu. Siamo naturalmente predisposti ripetere mentalmente (mananam) o verbalmente il suono di un mantra. Anche il termine inglese “man” indica lo stesso concetto. E’ per questo che agli esseri umani interessa soltanto la felicità della mente (manasika). Altrimenti si è nel regno animale. Gli animali conoscono solo piacere o dispiacere corporei. Infatti gli animali sono migliori degli uomini se gli uomini hanno perso la ragione. Gli animali non guadagnano denaro. Non hanno debiti. "Vidya viheenaha pashuhu": in realtà, senza la Vidya l’uomo è inferiore all’animale. Il mondo può essere migliorato solo attraverso l’educazione delle persone. Tutti noi siamo Purusha (uomini), anche le donne. Ciascuno abbia la sua Vidya. Ogni essere vivente è un Purusha (uomo) “Vidya viheenaha pashuhu”.
Siamo nella condizione ottimale per godere delle cose quando siamo pronti a donarne una parte a Dio. Se non offriamo a Dio, ma godiamo egoisticamente, possiamo chiamarci ladri. "yoo bhumkteesthena eeva saha". Esistono diversi modi di offrire a Dio la felicità che proviene dalla Vidya. Il poeta Pushpadanta li ha descritti nello Sivamahima Storta con questi versi:
Trayee saamKhyam yogaha pasupati matam Vaishnava miti
Prabhinne prastaaNe paramidaha madhaha padhyaMiti cha
Ruchinam vai chitryat rujukutila nanapadha jusham
Nrunaameeko gamyastvaMasi payasa marnava eva
Esistono cammini diversi per giungere alla realizzazione, come stabilito con i tre Veda, il Sankhya, lo Yoga e la dottrina di Pasupati e le scritture Vaishnava. Le persone seguono diversi sentieri, diretti o tortuosi, a seconda di ciò che ritengono la via migliore o che meglio si accorda al proprio temperamento; ma tutti raggiungono Te, come i fiumi che raggiungono l’oceano.
Trayee indica tre Veda. Dobbiamo studiare tre Veda e osservare i doveri (Karma) prescritti dai Veda.
Saamkhyam: il nostro corpo è materia inerte e perirà. Non possiede un’intelligenza. Lo possiamo verificare con l’esperienza. Sono grasso, sono scuro, sono malato, ecc sono sentenze che contengono “io” a indicare la consapevolezza del corpo. Ma la coscienza è differente dal corpo. Sapere che “la coscienza è differente dal corpo” è detto “Saamkhyam”, oppure "prakruti purusha vivekam" (discriminazione tra ente e materia).
Yogam: la nostra mente può riflettere sia il bene che il male. Soffriamo dell’essere incapaci di dominarla. Anche se ci proviamo, non otteniamo risultati stabili. Ma se riusciamo a stabilizzarla, ne traiamo una immensa felicità (ananda). La mente può essere controllata con yama (autocontrollo), niyama (osservanze), asana (posizione), pranayama (controllo del respiro). Tale procedimento è chiamato Yoga: "yoga chitta vrutti nirodhaha" (Lo Yoga è l’arresto delle fluttuazioni mentali – incipit dello Yogasutra di Patanjali)
Pasupati matam Vaishnavam: Noi non possiamo creare nemmeno un chicco di riso, fruiamo di ciò che nel mondo si trova. Solo Dio può creare questo mondo con il suo volere, infinitamente superiore al nostro. Se seguiamo la sua volontà saremo appagati. Per la fede in Dio, tutto ciò che facciamo deve essere offerto a Dio. Le religioni (shivaita, vashnava, ecc) insegnano il modo di porgere le nostre offerte a Dio, secondo il nostro credo.
Quando delle persone si trasferiscono in un altro paese, alcuni si recano immediatamente al nuovo posto di lavoro; altri prima fanno un giro per il paese e solo dopo vanno verso il luogo di lavoro. Così, alcuni giungono direttamente alla felicità, altri dopo aver vissuto il mondo. Ma alla fine tutti raggiungono lo stesso luogo.
Alcune persone viaggiano verso oriente, altre verso occidente, alcune verso nord, altre verso sud. Come possono giungere tutti alla stessa destinazione? Se ci spostiamo verso oriente raggiungiamo l’oceano in poche miglia. Verso occidente incontreremo l’oceano dopo circa 800 miglia. Andando verso sud a circa 500 miglia, e verso nord a circa 5000 miglia, verso il Polo Nord. Il fiume Narmada scorre verso ovest. Il Gange e lo Yamuna verso est, il Brahmaputra verso sud, lo Shona verso nord. Tutti i fiumi infine raggiungono l’Oceano. Così come l’Oceano circonda la Terra, Dio abita ogni essere vivente. Tutto ciò che facciamo andrà a Dio.
Ho detto che se offriremo qualcosa del nostro lavoro a Dio, ogni giorno, diventerà immortale (amruta). Esistono 64 arti (kalaas) con cui guadagnarsi da vivere. I 64 spazi della Sri Chakra rappresentano le arti. Il luogo in cui si va ad offrire a Dio la propria opera è il tempio. Qualcuno chiede come fare quando il tempio risuona dei canti dei Bajan, del suono delle campane e di altri strumenti, come si può meditare? I templi sono i luoghi in cui si va a donare qualcosa, non sono adatti alla meditazione. Esistono luoghi sacri adiacenti ai fiumi che sono dedicati alla meditazione. Alcune persone, come ad esempio i lavoratori a giornata, non hanno la possibilità di meditare. Se questi lavoratori doneranno anche una piccolissima parte dei loro guadagni giornalieri a Dio, avranno il valore di una grande Puja a Dio (shoda-shoopa-chara pooja). I poveri, le donne, i bambini e gli anziani possono anche offrire a Dio solo foglie o fiori e frutti, secondo le loro possibilità. Le persone benestanti possono fare offerte in denaro che servirà ad abbellire il tempio. Le persone istruite possono donare i loro sforzi (tapas) con la recitazione dei Matra e gli anushattana. Con la condivisione della propria felicità si crea una potente energia. I templi sono il luogo in cui creare tale energia. E’ molto importante che l’energia sia condivisa tra la gente.
Non c’è nulla di sbagliato se non si ha la possibilità di visitare un tempio ogni giorno. Per coloro che non possono visitare i templi, la campana del tempio è il segnale che all’ora dei pasti ricorda di offrire il cibo al tempio del villaggio. Per questo si suona la campana. In questo modo il cibo cucinato in qualunque casa diventa cibo consacrato (prasada).
Condividendo la felicità promuoviamo vera eguaglianza e amore. Prima di attaccare un discorso tutti dicono “Cari fratelli e sorelle”. Come possiamo dirci tutti fratelli e sorelle? E’ possibile che tutto il pubblico discenda da una sola coppia di genitori? Sì. E’ possibile avere un solo padre e una sola madre per tutti. Nostro padre è Dio (Iswara), nostra madre la Para Shakti. “Jagataha pitarau vande” (Gloria al solo Padre di tutte le genti).
Il concetto di fratellanza non è esclusivo degli esseri umani, ma deve essere esteso agli animali, agli alberi e alle piante. Tutte sono creature di Dio. Quando riconosciamo questa fratellanza, non possiamo far male (himsa) ad alcuna creatura. Coloro che mangiano carne smetteranno.
Davvero possiamo vivere senza far male (himsa) ad alcuna creatura? Ogni chicco di riso o di grano è un essere vivente. Quando mangiamo un singolo chicco uccidiamo un essere vivente. Come evitare di uccidere? Se ci nutriamo di frutti e succhi privi di semi, non commettiamo violenza verso alcun essere vivente. I rishi (saggi) vissero cibandosi di verdure e frutti maturi. Possiamo nutrirci di limoni, arance, mango, banane e ogni frutto quando ha raggiunto la piena maturazione e cade dagli alberi. Quando si raccolgono frutti acerbi gli alberi secernono un liquido. E’ segno che l’albero sta soffrendo la ferita del frutto staccato anzitempo. Ma i frutti che giungono a piena maturazione cadono spontaneamente dagli alberi, inoltre possiedono un sapore più intenso. Il frutti maturi sono i più buoni. Perché preferire il cibo sattvico? Coloro che si nutrono di alimenti sattvici (come la frutta) non producono Karma. Tali persone non dovranno pensare alla pianificazione famigliare né avranno bisogno di abortire i loro figli. Tali persone non saranno preda dell’ira. La pace mondiale si verifica automaticamente se persone di attitudine sattvica aumentano.
Ma il cibo sattvico sarà sufficiente a sfamare la popolazione mondiale? Potrebbe non esserlo. Molte persone oggi dedicano la vita al bene della propria nazione eppure soffrono. Alcuni si suicidano per le proprie convinzioni. Se il cibo sattvico non fosse disponibile, la gente farebbe meglio a digiunare fino alla morte. I giovani dovrebbero orientarsi in questo senso. Infine resterebbe nel mondo un numero di persone compatibile al cibo disponibile e non esisterebbero conflitti né guerre.
Ma il cibo sattvico darà energie sufficienti? Un inglese che riteneva gli indiani degli incivili e il loro cibo inferiore, si faceva recapitare ogni giorno della carne dall’America. Poi volle cimentarsi nel sanscrito. Un giorno ascoltò la frase: "sushkai trunaih vanagajaha balino bhavanti", uno sloka sanscrito. E dopo aver udito, cambiò idea. Smise di cibarsi di carne. Quale animale è il più forte? L’elefante. Cosa mangia? Erba e foglie. Qualcuno potrebbe obiettare che il leone è più forte dell’elefante. Non è così. Il leone non può trasportare i pesi che porta un bue. Dunque il lavoro dei carnivori, come il leone, è utile alla distruzione. Per gli esseri sattvici tutto il mondo risplende di bellezza.
Il mondo è bello se il nostro cuore è puro. Amiamo i nostri bambini anche se ci schiaffeggiano. Se altri lo facessero, cercheremmo di restituirgli lo schiaffo. Potremmo perfino rivolgerci alla polizia e portarli in tribunale. Se non ne fossimo capaci potremmo ritirarci in silenzio, ma non ne saremmo felici. La capacità di gioire del mondo intero, cioè anche degli insulti e delle sofferenze, con amore e con riconoscenza, è detta “Sri Vidya” (Conoscenza suprema).
Alcune persone lamentano la propria incapacità di concentrarsi su Dio. Mi chiedono come fare. Il mio consiglio è di imparare una qualsiasi Vidya e di farlo per la felicità che ne deriva e non per denaro. Dio è "Veda vidya swarupa" (Origine della Conoscenza vedica). L’educazione è una forma di devozione a Dio. Questo è un genere di Sri Vidya. Un altro è quello costituito da Mantra, Chakra e Upasana, che non è richiesto a tutti. Ma ciò che fin qui è stato detto a proposito di Sri Vidya è nell’interesse e nella responsabilità di tutti.
http://www.csre.iitb.ac.in/ysrao/srividya.html
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Libri per approfondire: Shiva e Dioniso Daniélou Alain, Astrolabio Ubaldini Il tamburo di Shiva. La tradizione musicale dell'India del nord Daniélou Alain, Casadeilibri La danza delle pietre. Studi sulla scena sacrificale nell'India antica Malamoud Charles, Adelphi Il gemello solare Malamoud Charles, Adelphi Essenza dei tantra Abhinavagupta, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli Luce dei tantra. Tantraloka Abhinavagupta, Adelphi Siva-sutra-Paramarthasara. Con testo sanscrito Vasugupta; Abhinavagupta, Asram Vidya La trentina della Suprema Abhinavagupta, Bollati Boringhieri Considerazioni sull'assoluto Abhinavagupta, Luni | A.K. Coomaraswamy:  La filosofia dell'arte cristiana ed orientale Coomaraswamy Ananda K., Abscondita Il grande brivido. Saggi di simbolica e arte Coomaraswamy Ananda K., Adelphi La trasfigurazione della natura nell'arte Coomaraswamy Ananda K., Abscondita Induismo e buddhismo Coomaraswamy Ananda K., SE Miti dell'India e del Buddhismo Coomaraswamy Ananda K.; Nivedita (suor), Laterza La dottrina del sacrificio Coomaraswamy Ananda K., Luni Sapienza orientale e cultura occidentale Coomaraswamy Ananda K., Rusconi Libri |
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