Il Jivanmuktiviveka di Vidyaranya. Affermazioni delle Scritture sulla Liberazione in vita.

Il Sannyasa è di due tipi, noti come Vividisha Sannyasa e Vidvat Sannyasa, ovvero la rinuncia del Ricercatore e la rinuncia del Conoscitore. Il primo tipo conduce alla liberazione dopo il trapasso (Videhamukti) e il secondo alla liberazione nel corso della vita (Jivanmukti). Il pre-requisito essenziale per entrambi i generi di Sannyasa è il distacco. Il distacco è di tre generi: debole, forte e molto forte. Il distacco che sopravviene in caso di talune calamità, come la morte di una persona cara o la perdita di beni, non può durare ed è definito debole. Tale temporaneo sentimento di distacco non rende la persona qualificata al sannyasa. La determinazione di non sposarsi, non avere figli e lasciare la vita laica è definita distacco forte. Vi sono quattro generi di Vividisha Sannyasa: Kutichaka, Bahoodaka, Hamsa e Paramahamsa. Il distacco che si definisce forte, rende la persona qualificata soltanto per i primi due generi di sannyasa, Kutichaka e Bahoodaka. Questi due ordini sono detti “Tridandin” poiché portano come segno distintivo tre lunghi bastoni sottili, legati insieme, simbolo della triplice rinuncia a tutto ciò che è connesso a corpo, mente e parola. I Kutichaka risiedono in un eremo solitario, mentre i Bahoodaka si spostano continuamente tra i vari luoghi sacri. La scelta tra le due opzioni dipende principalmente dalle proprie condizioni fisiche, se adatte agli spostamenti continui o meno.

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La grandezza dell’insegnamento e della vita di Shankara
Discorso del 15 aprile del 1988- Shankara Jayanti- di Sua Santità Jagaduru Sri Abhinava Vidyatirtha Swamigal, Sri Sharada Peetham Sringeri.

Nella nostra sacra terra, Bharath, i rappresentanti del Governo, i Sannyasin di osservanza Advaita, i devoti e le persone comuni interessate agli Shastra hanno celebrato, dall’inizio di quest’anno, il dodicesimo centenario della nascita di Bhagavatpada, il precettore. Storicamente sono trascorsi 1200-1300 anni dalla nascita di Bhagavatpada. Seguendo una decisione formale, come per altre questioni, si è stabilita una convenzione sulla nascita di Bhagavatpada, che sia avvenuta 1200 anni fa, più o meno, perché non vi siano ulteriori discussioni sull’argomento. Comunque, e nel modo che è possibile, è profondamente gratificante che si celebri il dodicesimo centenario di questo santo. L’attuale celebrazione ci offre l’opportunità di riflettere e di esprimere tutta la gratitudine per Bhagavatpada.
      
Qual era la situazione dell’India in cui si incarnò Bhagavatpada? Quali attitudini coltivò tra le persone? Vi era discordia sui temi della metafisica e del Dharma; ciascuno pretendeva il proprio punto di vista superiore agli altri. Bhagavatpada indicò il fattore comune a tutti.

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L'Essere Individuale e L'Essere Universale
di Swami Pitambarananda

"Leggendo il commento di Sankara alla Mandukya Upanishad (verso 3) troviamo la seguente osservazione: 'Diversamente il Sè interiore sarebbe circoscritto dal corpo, come viene affermato dai Samkhya e da altri; e in tale caso la specifica affermazione delle Upanishad, che il Sè è non-duale, non si distinguerebbe in alcun modo dalle altre, per cui non vi sarebbe distinzione tra l'Advaita e le altre filosofie, quali il Samkhya. Ma si deve riconoscere che tutte le Upanishad concordano nell'indicare l'unità del tutto con il Sè.'
Leggendo queste parole il sadhaka [aspirante] che che non conosca il Sankhya, chiederà una spiegazione semplice, in linguaggio spirituale. La questione è fondamentale e deve essere affrontata nel dettaglio. Ne discuteremo osservandola da tre punti di vista:
1. La filosofia del Sankhya
2. I Rishi del Vedanta e la loro realizzazione
3. La corrispondente attitudine nel vero sadhaka.
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Adhyaropa - Apavada: l'insegnamento della Conoscenza nel Vedanta
Il Vedanta riconosce alcuni metodi di approccio alla verità metafisica. Tra le affermazioni del Vedanta, alcune indicano la dualità, mentre altre affrontano direttamente la natura non-duale del Parabrahman, il Brahman Supremo. Per collegare queste apparenti contraddizioni gli acharya delle varie scuole hanno scritto elaborati commenti alla Scritture, in cui sono espressi i diversi metodi e punti di vista. Come la scuola Advaita di Sankara ha conosciuto una lunga serie di prosecutori, anche le scuole Dvaita contano su una lunga tradizione. Un aspirante sincero e motivato deve perciò trovare un maestro, "sedersi ai suoi piedi" e chiedere che gli si impartisca direttamente l'istruzione, come previsto dal metodo tramandato nella shruti per conseguire la comprensione del Nirviseshatva (assenza di qualità) del Parabrahman. Solo così si può realizzare che l'insegnamento del proprio paramachrya è il solo e unico mezzo per la comprensione dei contenuti filosofici e spirituali del Vedanta. Senza di esso sarà un'impresa ardua comprendere che esiste un metodo sistematico adottato dalla shruti. Perciò numerosi studiosi e filosofi non riescono a concordare una visione univoca a riguardo, sia per mancanza di una conoscenza diretta del metodo, sia per eccessiva dipendenza dalla propria capacità intellettuale. Si comprende infatti, da uno studio attento della tradizione di Maestri (sampradaya), che le Scritture possiedono un orientamento sistematico che può essere correttamente riconosciuto da un ricercatore che si sia sottoposto all'insegnamento tradizionale. In questo articolo ci occuperemo dell'insegnamento per quanto riguarda l'advaita.
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Purnamadah - Purnamidah. La presenza dell'infinito e l'esperienza della separazione.

di Swami Dayananda Saraswathi

    Om pUrNamadah pUrNamidaM pUrNAt pUrNamudacyate
    PUrNasya pUrNamAdAya pUrNamEvAvashiSyate

Il testo dell’Isavasya Upanisad, che tradizionalmente è insegnato per primo agli studenti, inizia con il Santipata (preghiera): “Om pUrNamadah pUrNamidaM….” che si traduce:

    Quello è infinito, questo è infinito
    Da quell’infinito proviene questo infinito
    Sottraendo questo infinito a quell’infinito
    Ciò che resta è infinito.

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 Libri per approfondire:


L'appello dell'Acarya. I discorsi di Madras Chandrasekharendra Sarasvati, Asram Vidya

La liberazione in vita (Jivanmuktiviveka)  Vidyaranya, Adelphi

Upanisad antiche e medie a cura di P. Filippani Ronconi Bollati Boringhieri

Svetasvatara Upanisad Asram Vidya

Brhadaranyaka Upanisad con il commento di Sankara Asram Vidya

Prasna Upanisad Asram Vidya

Mândûkya Upanishad. Con le Kârikâ di Gaudapâda e il commento di Shamkara. Asram Vidya

Chandogya upanisad con il commento di Sankara Asram Vidya

Taittiriya Upanisad Asram Vidya

Lo Yoga. Immortalità e Libertà Eliade Mircea, BUR

Tecniche dello yoga Eliade Mircea, Bollati Boringhieri

Bhagavadgita  Adelphi - Bhagavadgita Feltrinelli

L'istruzione in un migliaio di versi - Upadesasahasri Shamkara, Asram Vidya

Aparokshânubhûti. Autorealizzazione. Con testo sanscrito Shamkara, Asram Vidya 

Vivekacudamani. Il gran gioiello della discriminazione. Con testo sanscrito. Shamkara, Asram Vidya

Brahmasutra con il commento di Sankara  Asram Vidya

Opere minori. Vol. 3 - Vol. 2  Vol. 1  Shamkara, Asram Vidya

Jnana-yoga  Vivekânanda Swami, Astrolabio Ubaldini

Yoga pratici Vivekânanda Swami, Astrolabio Ubaldini

Vita di Ramakrishna Rolland Romain, Vidyananda

Ramakrishna e i suoi discepoli Isherwood Christopher, Guanda

Il vangelo di Sri Ramakrishna Gupta Mahendranath, Vidyananda

 

"Adi Shankaracharya" film di G.V. Iyer

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